Gli effetti del diabete sull'occhio

Come si suol dire, l'occhio è specchio dell'anima. In un certo senso, si potrebbe affermare qualcosa di simile anche in medicina: l'occhio umano infatti ha svariate connessioni con molte patologie. Malattie come diabete, ipertensione, ipertiroidismo e artrite reumatoide presentano, fra le loro conseguenze, anche complicanze a livello oculare.

Il diabete è una malattia che può colpire svariati organi – i reni, il cuore e altre strutture – tra cui l'occhio. Se dall'esame del fondo dell'occhio si notano segni della cosiddetta retinopatia diabetica significa che il compenso metabolico e tutti i fattori di rischio, come i livelli di colesterolo, non sono quelli che dovrebbero essere. Ecco perché i diabetologi tra gli esami più importanti richiedono l'esame del fondo dell'occhio: per avere un'idea dell'andamento della malattia e soprattutto perché essa può causare danni spesso irreversibili.

«I primi segni della retinopatia diabetica, che può passare inosservata perché il paziente non se ne accorge, sono micro-aneurismi e micro-emorragie – spiega il dott. Andrea Bandi, responsabile dell'Unità Operativa di Oculistica dell'Istituto Clinico Beato Matteo – Sono dei puntini rossi di sangue che si vedono sulla retina. Possono anche essere solo due o tre in punti periferici, senza dare nessun problema al paziente. Si chiama retinopatia diabetica a lesioni minime. Queste lesioni minime però si possono estendere e interessare zone della retina sempre più centrali. L'obiettivo è intervenire prima che ciò avvenga: si tratta di danni permanenti».

Se la patologia prosegue può dare i quadri più gravi: la retinopatia diabetica pre-proliferante e proliferante. Si usano questi termini perché oltre alle emorragie si formano delle zone di ischemia retinica (si chiudono i capillari a causa del diabete) e la retina reagisce creando dei neo-vasi, che sono vasi anomali. Questi ultimi sanguinano, creano emorragie che poi finiscono nel corpo vitreo e creano altri problemi.

«Lo stesso tipo di terapia che si usa nella maculopatia, cioè l'iniezione di sostanze che nascono per la chemioterapia in quanto fanno regredire i vasi, può essere utile per il trattamento del problema – continua il dott. Bandi – Invece nelle forme gravi, quando c'è sanguinamento, si arriva alla chirurgia: si fa una vitrectomia. Viene tolto il corpo vitreo nel quale si gettano questi vasi e nel quale si formano le emorragie. Eseguire una vitrectomia significa salvare l'occhio e parzialmente la vista. In ogni caso anche nelle mani del chirurgo più esperto il paziente purtroppo non tornerà mai ad avere una avere una vista perfetta».

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