Chirurgia dell’obesità: le procedure non chirurgiche in vista dell’intervento

Il palloncino intragastrico non rappresenta una vera e propria cura dell’obesità ma una misura temporanea. Si tratta, appunto, di un palloncino delle dimensioni di un pompelmo che viene gonfiato dentro lo stomaco allo scopo di rendere fastidiosa l'introduzione di cibo. Non si può tenere per più di sei mesi.

«Nel nostro caso – spiega il dott. Roberto Tacchino, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Bariatrica dell’Istituto Clinico beato Matteo – ci serve per quei pazienti che devono avere un calo di peso per poi fare ad esempio un intervento bariatrico: se il paziente è troppo grosso per essere addormentato lo facciamo temporaneamente dimagrire in vista dell’operazione».

Un’altra procedura che di solito si prescrive ai pazienti con un’obesità importante per farli dimagrire prima dell'intervento è il digiuno modificato (“modified fast” in inglese), in cui il paziente non consuma nessun cibo ma solamente dei pasti sostitutivi che prende in farmacia (pasti liquidi molto proteici e con una quantità di calorie ridotta, circa 600 kcal al giorno).

«Per i primi 2-3 giorni – continua il dott. Tacchino – soffrono un po' la fame e possono avere qualche effetto collaterale come mal di testa o vertigini. Poi si instaura la cosiddetta chetosi (alterato metabolismo degli acidi grassi), gli passa l'appetito e riescono a mantenere questo regime a volte anche per un mese, un mese e mezzo. Ciò ha l'obiettivo di perdere rapidamente molto peso, anche 20-30 chili, in modo da “sgonfiare” il paziente per poterlo operare meglio: il paziente avrà infatti una migliore funzione respiratoria e cardiologica e l'intervento risulta tecnicamente più facile per il chirurgo».

Uno dei grossi problemi dei pazienti molto obesi sono le apnee notturne, legate appunto a un’insufficiente funzione respiratoria. Tale fenomeno è proprio dovuto al carico di peso che grava sul petto della persona con obesità durante il sonno, per cui a volte smette di respirare. Se l’apnea si prolunga oltre un certo numero di secondi viene la cosiddetta sincope, l'arresto cardiaco.

«Parliamo chiaramente di grandi obesi – conclude il dott. Tacchino – oppure di obesi meno grandi ma che magari associano fumo o altre patologie respiratorie».

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