Carcinoma della prostata: ora la diagnosi si fa con la Biopsia Fusion

Il carcinoma prostatico è la forma di tumore più comune in Italia. Ogni anno, si verificano circa 44 mila nuovi casi. Da qui la necessità di mettere a disposizione dei pazienti strumenti di prevenzione sempre più innovativi ed efficaci. All’Istituto Clinico Beato Matteo, viene utilizzata una tecnologia innovativa che consente di localizzare con precisione il tumore della prostata, garantendo così una diagnosi più accurata.

Si chiama biopsia prostatica fusion (fusion biopsy) ed è una procedura che viene eseguita attraverso una sovrapposizione delle immagini della risonanza magnetica multiparametrica della prostata, con quelle dell’ecografo 3D.

“Si tratta di una tecnologia altamente innovativa - spiega il dott. Dimitrios Choussos, urologo dell’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano – in quanto la fusione delle immagini avviene grazie alla messa a punto di apparecchi ecografici 3D, in cui è possibile caricare ed integrare quanto riscontrato nella RMN multiparametrica della prostata.”

Dottore, cosa significa che la biopsia viene realizzata sotto guida ecografica 3D?

“L’immagine ecografica 3D consente al medico specialista di visualizzare la prostata in tempo reale durante l’esame, al fine di guidare e localizzare le biopsie. E’, inoltre, possibile realizzare una precisa cartografia 3D dei prelievi effettuati, che potrà essere riconsultata in occasione di un successivo esame, al fine di consentire un controllo ottimale dell’evoluzione della patologia nell’ambito di un monitoraggio attivo. Questa tecnica consente di pianificare ed adattare la terapia nell’ottica di un trattamento detto focale, maggiormente rispettoso della qualità della vita del paziente.”

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